
Sono la Dott.ssa Sara Incani, psicologa, psicoterapeuta a orientamento analitico e psicologa del lavoro.
Perché rivolgersi alla psicoterapia? All’origine, una domanda profonda.
Difficoltà a gestire le relazioni interpersonali e famigliari, preoccupazioni nel vivere il legame di coppia, elaborazione del lutto e delle separazioni affettive, scelta del percorso lavorativo, stress correlato al lavoro. E ancora, cambiamenti improvvisi all’interno della propria vita, insorgenza di sintomi di natura psicosomatica, difficoltà legate alla sfera alimentare, ansie, angosce, paure.
Spesso queste situazioni ci rapiscono, sottraendoci ad una vita serena, lasciandoci incapaci di reagire e di trovare una spiegazione, una causa o un senso.
La richiesta del supporto di un professionista è il primo passo per prendersi cura di sé, affrontare le difficoltà, decidere di dare una svolta alla sofferenza e dirigersi verso un cambiamento.
Il percorso che propongo viene costruito attentamente con la persona coinvolta, con particolare attenzione alla specifica domanda e alle tematiche sulle quali insieme si andrà a lavorare.
Il mio orientamento
‘Mediante la comprensione dell’inconscio ci liberiamo dal suo dominio. […] In tal modo la coscienza è al tempo stesso vuota e non vuota. Non è più colma delle immagini delle cose, ma semplicemente le contiene.’ C. G. Jung, Il segreto del fiore d’oro, 1938.
L’approccio psicodinamico ha l’obiettivo di rivolgere l’attenzione alla radice dei problemi, oltre il sintomo manifesto. Il sintomo è l’espressione di quel determinato stato che ha trovato quell’unica forma per mostrarsi e ha bisogno di essere visto, considerato, consultato come portatore di un messaggio. Inoltre, il sintomo ha una storia da raccontare, un obiettivo, un disegno da svelare e che potrà donare una chiave di lettura fondamentale. L’interesse primario è appunto ricercare quanto è sommerso, non ancora accessibile alla coscienza, ponendosi in dialogo con le immagini inconsce, non soltanto attraverso il canale verbale ma attraverso modalità espressive come il disegno, la creazione di immagini e la presa di contatto con il mondo onirico.
Il mio lavoro di psicologa e di psicoterapeuta, basato sul pensiero della Psicologia Analitica, prevede l’ascolto profondo e l’analisi del vissuto individuale, attraverso una relazione di scambio. Propongo un percorso rivolto ad adulti, anziani e adolescenti che aiuti una maggiore presa di coscienza, di consapevolezza, di acquisizione della capacità di interrogarsi, alla scoperta del proprio mondo interiore. Si tratta di una possibilità che ognuno di noi può scegliere di concedersi: uno spazio unico e protetto dove sentirsi liberi di esprimere le proprie fantasie, pensieri, ansie, malesseri, paure, nel tentativo di dare loro un significato. La possibilità di incontrare e affrontare i propri fantasmi consente di scoprire inaspettate risorse interne e nuove strade da percorrere, dando voce a sogni e progetti individuali.
L’obiettivo di un percorso psicologico psicoterapico è di sviluppare un cambiamento di prospettiva e una differente capacità di lettura di quanto ci accade, affidandosi a un canale privilegiato per mettersi in dialogo con se stessi grazie alla propria volontà, alle proprie energie e alla relazione terapeutica con un professionista.
Esperienza
Esercito la professione privata di psicologa (dal 2015) e psicoterapeuta (dal 2018) nella città di Torino. Ho conseguito la specializzazione in psicoterapia (indirizzo analitico) presso la Scuola Li.s.t.a di Milano, della quale da settembre 2024 sono membro del coordinamento organizzativo del Centro Studi. Da dicembre 2024 sono entrata a far parte dell’equipe di lavoro per il progetto Sai (Sistema di Accoglienza e Integrazione) Amaryllis di Torino rivolto a donne migranti, all’interno dell’impresa sociale Anteo (https://www.anteocoop.it/anteo-impresa-sociale/).
Sto frequentando il secondo anno del corso di formazione quadriennale per insegnanti Yoga presso il centro Daiva Dyoti a Torino. Dal 2019 Sono Socia A.R.P.A. in veste di ricercatrice.
Ho condotto laboratori espressivi artistici e seminari per adulti e adolescenti sulla creazione di immagini come strumento per lavorare su di sé e seminari formativi, con adulti e adolescenti sulla gestione delle emozioni, dell’affettività, sui temi della violenza e dell’aggressività.
Come psicologa del lavoro ho sempre posto un attento sguardo alle dinamiche organizzative relazionali e alle dimensioni gruppali che si sviluppano nei contesi lavorativi, osservate grazie all’esperienza pluriennale presso un’ azienda del settore automotive. Nell’ambito organizzativo, dal 2016 e fino al 2024, mi sono occupata della valutazione dello stress lavoro-correlato in qualità di consulente e di formazione aziendale. Tali esperienze si sono concluse per cedere completamente il passo allo studio continuo della psicologia del profondo e alla pratica clinica.
La formazione costante e lo studio continuo sono la linfa essenziale della mia professione: seminari, approfondimenti, gruppi studio, intervisioni e supervisioni cliniche rappresentano una fonte di nutrimento arricchimento necessaria.
Sono stata membro dell’Associazione Viola di Milano (Associazione per lo studio e la psicoterapia della violenza – Settembre 2013 – Dicembre 2016), composta da un gruppo di psicologi e di psicoterapeuti di orientamento psicoanalitico, per la quale ho svolto attività nelle istituzioni penitenziarie e sul territorio, con lo scopo principale di comprendere le motivazioni e radici sottese all’esercizio della violenza nelle sue declinazioni più profonde.
L’obiettivo principale è stato quello di comprendere, attraverso lo studio, la ricerca, il confronto e l’analisi dei casi, le radici di comportamenti contraddistinti da tratti di violenza. Questa, infatti, non si connota soltanto in termini di violenze fisiche e sessuali e soprattutto, non può essere declinata attraverso una differenziazione di genere unidirezionale. Si tratta di un tema molto complesso che si sviluppa e trova le fondamenta all’interno delle relazioni primarie, interpersonali, ma che non può prescindere da uno specifico assetto culturale costituitosi in secoli di storia dell’umanità nel quale siamo tutt’ora inseriti e che muta nel tempo.
Il lavoro era indirizzato al supporto e alla cura di soggetti che hanno sentito dentro di sé pulsioni violente o inaccettabili per la coscienza, a coloro che già hanno messo in atto comportamenti violenti (omicidi, violenze sessuali, fisiche, psicologiche, comportamenti pedofili, molestie, abusi, percosse, minacce, stalking, etc.). L’attività si è svolta principalmente negli istituiti penitenziari, con pazienti privati e sul territorio.